Rischio di soffocamento col cibo nei bambini: come liberare le vie aeree da un corpo estraneo e come prevenire il pericolo

Il soffocamento da corpo estraneo rappresenta una delle principali cause di morte accidentale in età pediatrica. Riguarda in particolare i bambini sotto i 3 anni. Il numero di incidenti rimane comunque elevato fino all’età di 14 anni.

L’ostruzione si verifica generalmente mentre si mangia o si beve, ma nei bambini può essere causata anche dall’ingestione di piccoli oggetti, come frammenti di giocattoli o monete. È importante conoscere i principali fattori di rischio per prevenirli e sapere come comportarsi in caso di emergenza, acquisendo le conoscenze necessarie sulle corrette manovre di disostruzione.

Alimenti ad alto rischio

Gli alimenti costituiscono una delle principali cause di soffocamento in età pediatrica, anche per alcune caratteristiche proprie dei bambini: le ridotte dimensioni e la forma “a cono” delle vie aeree, la scarsa coordinazione tra masticazione e deglutizione dei cibi solidi, la dentizione incompleta e la tendenza a svolgere altre attività durante la masticazione, come correre, giocare o guardare la TV e il tablet.

Come indicato dalle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica , gli alimenti responsabili della maggior parte degli incidenti da soffocamento presentano caratteristiche legate soprattutto a dimensioni, forma e consistenza.

  • Dimensioni: gli alimenti piccoli (es. noccioline e semi) possono finire nelle vie respiratorie prima che il bambino riesca a morderli; quelli troppo grandi (es. grossi pezzi di frutta e verdura cruda) possono invece essere difficili da masticare.
  • Forma:gli alimenti tondi (es. ciliegie e uva) e cilindrici (es. wurstel e carote) sono pericolosi perché, se aspirati, possono bloccarsi nell’ipofaringe e ostruire completamente il passaggio dell’aria.
  • Consistenza: gli alimenti duri, appiccicosi (es. burro d’arachidi) e fibrosi (es. sedano) sono difficili da masticare a causa della dentizione ancora incompleta del bambino. I cibi comprimibili (es. wurstel e marshmallow) possono scivolare nelle vie aeree prima che il bambino riesca a morderli e adattarsi alla forma dell’ipofaringe, ostruendola.

Le regole per un pasto sicuro

Le Linee di indirizzo per la prevenzione del soffocamento da cibo in età pediatrica del Ministero della Salute forniscono indicazioni precise su come preparare gli alimenti a rischio per ridurre la possibilità di soffocamento. 

Si propone una tabella con alcuni degli alimenti pericolosi e le relative modalità di preparazione.

Alimento Preparazione raccomandata
Forma tondeggiante (es. ciliegie, olive) Tagliare in pezzi piccoli e rimuovere i semi e i noccioli
Forma cilindrica (es. wurstel, salsicce, carote) Tagliare prima in lunghezza (a listarelle) e poi in pezzi più piccoli. MAI a rondelle
Arachidi, semi e frutta secca a guscio Non somministrare fino ai 4-5 anni. Se comunque somministrati, tritare finemente in farina
Cereali in chicchi (es. orzo, mais, grano) e muesli Tritare finemente prima dell’anno di vita
Frutta disidratata (es. uvetta sultanina) Mettere a bagno per ammorbidire e tagliare finemente
Crackers, biscotti molto duri Sbriciolare finemente prima dell’anno di vita
Burro d’arachidi e alimenti della stessa consistenza Spalmare uno strato sottile sul pane
Frutta e verdura cruda o parzialmente cotta, con consistenza dura o fibrosa (es. mela, sedano, ananas) Cuocere fino a raggiungere una consistenza morbida, oppure grattugiare finemente. Rimuovere eventuali semi, noccioli, filamenti e bucce
Verdure a foglia Cuocere fino a consistenza morbida e tritare finemente. Se consumate crude, sminuzzare e rimuovere filamenti e nervature
Carne, pesce Cuocere fino a quando diventano morbidi, poi tagliare in pezzi piccoli. Rimuovere nervature e filamenti, gli ossicini dalla carne, le lische dal pesce
Salumi e prosciutto Tagliare in pezzi piccoli (massimo 1 cm) da somministrare singolarmente
Legumi (es. fagioli, piselli) Cuocere fino a quando abbastanza morbidi da poterli schiacciare con una forchetta
Formaggi a pasta filata Tagliare finemente
Alimenti (es. pane, biscotti) con frutta secca o cereali in chicchi Tritare finemente o ridurre in farina
Caramelle dure e gommose, gelatine, marshmallow, gomme da masticare, popcorn, sfoglie di patate fritte croccanti (e snack simili) Non somministrare fino ai 4-5 anni di età

 

Misure preventive

Per prevenire gli incidenti da soffocamento è importante:

  • far sedere il bambino a tavola, con la schiena eretta;
  • sorvegliare il bambino durante il pasto ed evitare che mangi da solo;
  • creare un ambiente rilassato e tranquillo, senza distrazioni;
  • evitare che mangi mentre gioca e non offrirgli alimenti mentre sta piangendo o ridendo;
  • incoraggiare a mangiare lentamente, a fare bocconi piccoli e a masticare bene prima di deglutire;
  • non forzare il bambino a mangiare e bere;
  • preparare gli alimenti in modo adeguato, tagliandoli anche in senso longitudinale e scegliendo consistenze adatte all’età;
  • limitare la quantità di cibo in bocca;
  • non permettere di mangiare e bere in veicoli in movimento.

Il ruolo delle famiglie e del personale scolastico e sanitario

La prevenzione del rischio di soffocamento coinvolge tutti gli adulti e i professionisti che si occupano della cura, dell’alimentazione e della salute dei bambini. Famiglie, educatori e personale della ristorazione scolastica devono conoscere le corrette modalità di preparazione e somministrazione degli alimenti e garantire un’adeguata supervisione durante i pasti.  Poiché non tutti gli episodi di soffocamento possono essere prevenuti, è inoltre importante che i supervisori adulti siano formati e sappiano eseguire correttamente le manovre pediatriche di disostruzione e le principali procedure di rianimazione cardiopolmonare in caso di emergenza.

Anche il settore sanitario svolge un ruolo importante nella sensibilizzazione delle famiglie e nell’orientamento verso scelte alimentari adeguate. La prevenzione riguarda infine i produttori di alimenti, attraverso informazioni chiare sui possibili rischi e la progettazione o riformulazione dei prodotti per ridurre il rischio di soffocamento.

Come possiamo capire se un bambino o un lattante sta soffocando?

Alcuni segnali possono indicare un’ostruzione delle vie aeree:

  • tosse improvvisa;
  • difficoltà a respirare;
  • incapacità di parlare;
  • lacrimazione;
  • agitazione;
  • cianosi al volto (colorazione bluastra della pelle e delle mucose, dovuta a una riduzione della quantità di ossigeno nel sangue);
  • perdita di  conoscenza.

Si possono verificare due situazioni diverse:

  • ostruzione parziale. Il lattante o il bambino riesce a tossire vigorosamente, piangere e parlare. Non bisogna eseguire manovre improprie, come inserire le dita in bocca per rimuovere il corpo estraneo o scuotere il bambino tenendolo a testa in giù. È necessario tranquillizzarlo e incoraggiarlo a tossire;
  • ostruzione totale: Il lattante o il bambino non riesce a piangere, tossire o parlare. È necessario intervenire con le manovre di disostruzione.


Come affrontare l’emergenza

Le manovre variano in base all’età del bambino. In caso di ostruzione totale, il primo gesto è chiamare il 118 o il 112 e poi procedere con le manovre.

Per i lattanti (sotto l’anno di vita)

Di solito il lattante si difende da solo e tossendo riesce a far fuoriuscire ciò che gli impedisce di respirare. Il lattante, al contrario del bambino non reagisce con il “segno delle mani intorno al collo”, ma diventa subito blu, cianotico e perde colorito e tono.

Se ci accorgiamo che non respira, non piange, non tossisce e cambia colore, si esegue la manovra di disostruzione pediatrica, come illustrato dalle  Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica:

  1. con la mano assicurare il capo del lattante fissando la mandibola tra pollice e indice posizionati a “C”;
  2. posizionare il lattante prono (a pancia in giù) sull’avambraccio;
  3. posizionare l’avambraccio sulla coscia dello stesso lato del corpo per garantire stabilità, facendo attenzione a non iperestendere il capo del lattante;
  4. effettuare 5 pacche interscapolari con via di fuga laterale, avendo cura di non colpire il capo;
  5. girare il lattante sull’altro avambraccio, sempre in posizione declive;
  6. visualizzare una linea immaginaria tra i 2 capezzoli del lattante, posizionare due dita (indice e medio) al di sotto dello sterno ed eseguire 5 compressioni toraciche lente e profonde.

Alternare le 5 pacche interscapolari alle 5 compressioni toraciche fino a quando l’ostruzione si risolve. Se l’ostruzione non si risolve o il lattante diventa incosciente, va attuato il protocollo di rianimazione cardiopolmonare.

Per i bambini da 1 anno in poi

Da un anno di età in avanti, in caso di ostruzione totale, si esegue la manovra di Heimlich, come indicato dalle Linee di indirizzo regionali per la ristorazione scolastica:

  1. collocarsi alle spalle del bambino o inginocchiarsi se il bambino è piccolo;
  2. posizionare le braccia al di sotto di quelle del bambino, abbracciandolo all’altezza dell’addome superiore;
  3. con il pollice e l’indice di una mano formare una “C” che colleghi il margine inferiore dello sterno all’ombelico;
  4. porre il pugno dell’altra mano all’interno di questa “C”, avendo cura di mantenere il pollice all’interno delle altre dita per creare una superficie piana;
  5. staccare la prima mano e porla al di sopra dell’altra;
  6. eseguire le compressioni in direzione contemporaneamente antero-posteriore e piedi-testa (movimento a “cucchiaio”) fino a quando l’ostruzione si risolve o il bambino diventa incosciente.

Nel caso in cui il bambino diventi incosciente è necessario iniziare le manovre di rianimazione cardiopolmonare.

infografica manovre di disostruzione

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Fonti bibliografiche:

– PSFC. LINEE DI INDIRIZZO REGIONALI PER LA RISTORAZIONE SCOLASTICA, pag. 10-13 www.pranzosanofuoricasa.it