L’acqua rappresenta il principale costituente del nostro organismo ed è indispensabile per il corretto funzionamento di tutti gli organi e apparati. Partecipa ai processi metabolici, regola la temperatura corporea, favorisce il trasporto dei nutrienti e contribuisce all’eliminazione delle sostanze di rifiuto. Sebbene una corretta idratazione sia importante in tutte le fasi della vita, assume un ruolo particolarmente rilevante nella popolazione anziana.
Secondo dati diffusi dall’Istituto Superiore di Sanità (ISS), molte persone con più di 65 anni non assumono quantità sufficienti di liquidi, con conseguente rischio di compromissione del benessere fisico e cognitivo, soprattutto durante i mesi estivi.
Perché gli anziani sono più esposti alla disidratazione
L’invecchiamento comporta una serie di cambiamenti fisiologici che influenzano l’equilibrio idrico dell’organismo. Con il passare degli anni diminuisce la quantità totale di acqua corporea a causa della progressiva riduzione della massa muscolare e dell’aumento della massa grassa, che contiene una percentuale inferiore di acqua. A ciò si aggiunge una riduzione della percezione dello stimolo della sete, che rende meno immediata la necessità di bere anche quando l’organismo necessita di liquidi, e una minore efficienza renale nel concentrare le urine e trattenere l’acqua.
Alcune condizioni frequentemente associate all’età avanzata, come il deterioramento cognitivo o le difficoltà di deglutizione, possono aumentare ulteriormente il rischio di disidratazione.
Le conseguenze della disidratazione
Nella popolazione anziana, la disidratazione può avere conseguenze rilevanti sullo stato di salute e sulla qualità della vita. I primi segnali comprendono generalmente secchezza della bocca, urine di colore scuro, stanchezza e mal di testa. Nei casi più gravi può favorire la comparsa di confusione mentale, infezioni del tratto urinario e insufficienza renale. Nei soggetti più fragili, soprattutto se ospedalizzati, è inoltre associata a un aumento del rischio di mortalità.
Fabbisogno idrico e raccomandazioni ufficiali
L’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e la Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU) raccomandano un apporto idrico complessivo di circa 2 litri al giorno per le donne e 2,5 litri per gli uomini, considerando sia le bevande che l’acqua contenuta negli alimenti.
Inoltre, il fabbisogno idrico non viene soddisfatto esclusivamente attraverso le bevande: frutta e verdura sono gli alimenti con il maggiore contenuto di acqua (75-95% del loro peso) e una dieta ricca di questi alimenti favorisce il raggiungimento dell’apporto idrico raccomandato, così come latte e zuppe.
Il fabbisogno idrico può aumentare in presenza di temperature elevate, febbre o altre condizioni che determinano una maggiore perdita di acqua.
Strategie pratiche per una corretta idratazione
Poiché con l’avanzare dell’età il senso della sete tende a ridursi, è consigliabile distribuire l’assunzione di liquidi durante tutta la giornata senza attendere lo stimolo della sete. Può essere utile assumere acqua in piccole quantità e con frequenza costante, bevendo indicativamente 8-10 bicchieri al giorno.
Possono essere utili anche accorgimenti semplici come portare sempre con sé una borraccia, consumare acque aromatizzate naturali nei mesi estivi o scegliere tisane e tè non zuccherati nei mesi più freddi.
È invece consigliabile limitare il consumo di alcolici, per la ridotta capacità dell’anziano di metabolizzarli e il rischio di interazioni con farmaci e patologie croniche, e di bevande zuccherate, che apportano calorie senza fornire nutrienti essenziali e possono favorire sovrappeso, obesità e malattie croniche.
Messaggi chiave per una corretta idratazione
- Bere regolarmente durante tutta la giornata, senza aspettare di avvertire la sete.
- Assumere almeno 8-10 bicchieri di acqua al giorno, In presenza di patologie croniche o terapie farmacologiche, è sempre opportuno confrontarsi con il proprio medico curante.
- Aumentare il consumo di frutta e verdura ricche di acqua.
- Limitare il consumo di alcolici e bevande zuccherate.
- Prestare particolare attenzione all’idratazione durante i mesi estivi e in presenza di febbre o altre condizioni che aumentano la perdita di liquidi.
La corretta idratazione rappresenta un intervento di prevenzione semplice ma fondamentale per la salute della persona anziana. Bere regolarmente, seguire un’alimentazione ricca di frutta e verdura e adottare sane abitudini quotidiane contribuisce a mantenere il benessere fisico e cognitivo, riducendo il rischio di complicanze legate alla disidratazione e favorendo un invecchiamento più sano e attivo.
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Fonti bibliografiche:
– ANSA. Iss, il 40% degli anziani non beve abbastanza. www.ansa.it
– CREA – Centro di Ricerca Alimenti e Nutrizione. Linee Guida per una Sana Alimentazione (2018). www.crea.gov.it
– European Food Safety Authority (EFSA). Scientific Opinion on Dietary Reference Values for water. EFSA Journal, 18-38.
Humanitas. Disidratazione. www.humanitas.it
– Società Italiana di Nutrizione Umana (SINU).V Revisione dei Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti ed energia per la popolazione italiana (LARN). sinu.it
– SmartFood. L’alimentazione negli over 65. smartfood.ieo.it



