Secondo le stime presentate in un recente report dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la popolazione anziana è in costante aumento: si stima che entro il 2050, il 22% delle persone avrà più di 60 anni.
L’invecchiamento viene definito come un processo di “fragilizzazione” dell’organismo con progressivo decadimento delle riserve funzionali dell’organismo.
Tale condizione è quindi correlata con un maggior rischio di disabilità, morbilità e mortalità.
Per tale motivo, un’alimentazione equilibrata e salutare, in grado di coprire i fabbisogni energetici, di micro e macronutrienti può svolgere un ruolo chiave nel garantire un’evoluzione più lenta del processo di invecchiamento, oltre che nel rallentamento e nella prevenzione del rischio di incidenza delle malattie croniche.
Durante il periodo dell’invecchiamento si assiste ad un progressivo impoverimento della massa magra (sarcopenia) ed aumento della disabilità fisica e del rischio di cadute. Inoltre, si riducono il metabolismo basale, la densità ossea, la sensibilità insulinica e la capacità aerobica, spesso associata all’aumento della massa grassa (nota come “obesità sarcopenica”).
A tal proposito, favorire un’alimentazione varia e completa con pasti piccoli e frequenti nella giornata è auspicabile.
Effettuare ogni giorno almeno i 3 pasti principali, a partire da una colazione piacevole, prevedendo nella giornata 2-3 spuntini misti (a base glucidica e proteica), permetterà di garantire un maggior soddisfacimento dei fabbisogni nutrizionali ed una minor perdita di massa muscolare.
Inoltre, poiché l’invecchiamento è caratterizzato da un aumento del rischio di disidratazione, appare necessario incentivare l’assunzione di almeno 8-10 bicchieri di acqua al giorno, anche se lo stimolo della sete non è ben avvertito per attenuazione dell’efficacia dello stesso, aspetto fisiologico dell’età senile.
Questo periodo di vita, si associa anche ad un aumento dell’anoressia per cause fisiologiche, sociali, psicologiche e patologiche con riduzione della sensibilità gustativa ed olfattiva, disturbi della masticazione e della deglutizione (disfagia) ed aumento delle disabilità neurologiche e motorie. Per i suddetti motivi, vi possono essere difficoltà nella preparazione e nel consumo dei pasti.
Ecco perché risulta di particolare rilievo apparecchiare la tavola in modo piacevole, consumare i pasti in un ambiente sereno, prendersi cura dell’aspetto delle pietanze e preparare piatti gradevoli e graditi, con opportune precauzioni e strategie per facilitare la creazione di piatti facili da masticare e deglutire.
Per ridurre il rischio di carenze vitaminiche e di minerali, associabili al ridotto intake dietetico, all’ aumentato fabbisogno correlato alla presenza di patologie (stress) o all’ interferenza con farmaci, viene suggerito di prediligere alimenti freschi e dunque non “ultra processati”, inserire cereali di tipo integrale fonti di magnesio e zinco, fibre ed energia, consumare frutta e verdura di stagione.
Considerato il maggior rischio di malnutrizione che colpisce questa delicata fase di vita, risulta di particolare importanza l’effettuazione dello screening e di una corretta anamnesi nutrizionale, che comprenda anche un’analisi accurata dei marcatori biochimici correlati allo stato nutrizionale, in modo tale che possano essere effettuate le opportune correzioni nutrizionali con eventuale ausilio di supporti nutrizionali specifici.
All’interno della giornata alimentare vengono indicate fonti proteiche varie quali pesce (3-4 volte/settimana), legumi (2-3 volte/settimana), uova (1-2 volte/settimana), ma anche carne (ca. 2 volte a settimana) e formaggi freschi (ca. 2 volte a settimana). Questi ultimi, insieme a latte, yogurt, pesce azzurro, frutta secca e legumi assicureranno anche un adeguato apporto di calcio.
L’olio extra vergine d’oliva come condimento fornirà la giusta quantità di energia per l’organismo insieme agli acidi grassi e antiossidanti, protettivi per la salute.
D’altra parte, viene consigliato di limitare il consumo di zuccheri, dolci, bevande alcoliche e del sale e viene incoraggiata la pratica di regolare attività fisica (almeno 30 minuti di attività di intensità moderata al giorno tipo camminata, nuoto, attività in palestra) compatibilmente con le proprie abitudini, possibilità ed allo stato di salute con lo scopo di migliorare il tono e la massa muscolare e mantenere un peso corporeo adeguato.
Esercizi di potenziamento muscolare ed elasticità quali yoga, pilates, ginnastica dolce potranno essere incoraggiati insieme ad attività piacevoli e distraenti all’aria aperta.
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Fonti bibliografiche:
– Linee guida CREA
– smartfood.ieo.it
– “Global strategy and action plan on ageing and health“ – OMS
– ISS – Epicentro



