Additivi e conservanti: cosa sono e perché è bene limitarli
Articolo Dr. Nicola Vigiani, Az USL Toscana Sud Est

Gli additivi alimentari sono sostanze utilizzate durante la produzione, la trasformazione o la conservazione degli alimenti con finalità ben precise: migliorare la conservazione, stabilizzare il colore, modificare la consistenza o rendere un prodotto più appetibile.

Sono impiegati soprattutto nell’industria alimentare e si identificano spesso con sigle precedute dalla lettera E, come E300 (acido ascorbico, un antiossidante) o E202 (sorbato di potassio, un conservante).

Le principali categorie di additivi includono:

  • Conservanti, che rallentano il deterioramento causato da microrganismi.
  • Antiossidanti, che prevengono l’ossidazione dei grassi e la perdita di colore.
  • Coloranti, per rendere il prodotto più attraente.
  • Edulcoranti, sostitutivi dello zucchero.
  • Emulsionanti, addensanti e stabilizzanti, per modificare struttura e consistenza.
  • Esaltatori di sapidità, come il glutammato monosodico (E621).

Tutti gli additivi autorizzati sono sottoposti a valutazione di sicurezza da parte dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), che ne stabilisce i limiti massimi d’uso e l’ADI (dose giornaliera ammissibile).

In particolare i conservanti sono probabilmente gli additivi più noti e diffusi. Il loro scopo è inibire la crescita di batteri, lieviti e muffe, prolungando la durata degli alimenti e rendendone più sicura la distribuzione. Alcuni sono di origine naturale (come l’aceto o il sale), ma la maggior parte di quelli impiegati industrialmente sono composti chimici. Tra i più comuni troviamo:

  • Nitrati e nitriti (E249–E252), usati nei salumi per prevenire il botulismo, ma sotto osservazione per i possibili effetti cancerogeni se consumati in eccesso.
  • Anidride solforosa e solfiti (E220–E228), utilizzati in prodotti come frutta secca e vino.
  • Benzoato di sodio (E211), presente in bevande e conserve.
  • Sorbati (E200–E203), usati in prodotti da forno, formaggi e salse.

Solo la lettura attenta dell’etichetta consente di sapere se un prodotto contiene additivi, e in che quantità, perché non è quasi mai possibile individuare la loro presenza in altro modo. Gli ingredienti sono elencati in ordine decrescente di quantità, e gli additivi sono indicati con la loro funzione seguita dal nome o codice (es. “conservante: E250”).

Alcuni suggerimenti utili:

  • Evita prodotti con liste ingredienti lunghe e complesse.
  • Preferisci alimenti in cui gli ingredienti sono comprensibili e familiari.
  • Diffida di alimenti che contengono più additivi dello stesso tipo (es. più conservanti o coloranti).

Anche se l’uso degli additivi è regolamentato in modo molto rigido ed ogni sostanza deve dimostrare efficacia tecnologica, assenza di rischio per la salute e necessità d’uso, poiché la valutazione del rischio si basa su studi condotti su animali e su soggetti sani alcune popolazioni vulnerabili (bambini, anziani, persone con patologie croniche) potrebbero avere una sensibilità maggiore ad alcune sostanze ed inoltre, l’effetto combinato di diversi additivi presenti in più alimenti, anche se in dosi molto basse, non è sempre noto: per questo motivo, le linee guida sanitarie internazionali raccomandano di limitare il consumo di prodotti che ne fanno uso frequente.

Ridurre l’assunzione di additivi non significa rinunciare alla sicurezza alimentare, ma fare scelte più consapevoli e naturali. Gli alimenti freschi, minimamente trasformati, cucinati in casa non necessitano dell’aggiunta di sostanze chimiche per essere sicuri e nutrienti.

Ecco alcuni comportamenti consigliati:

  • Prediligi cibi freschi e stagionali, soprattutto frutta e verdura.
  • Scegli prodotti locali, che richiedono meno conservazione prolungata.
  • Cucina in casa piatti semplici con ingredienti base.
  • Evita il consumo abituale di prodotti confezionati, specialmente snack, dolci industriali e bevande aromatizzate.
  • Conserva correttamente i cibi a casa, per ridurre il rischio di deterioramento senza bisogno di additivi.